Confessioni di un codardo – Amarone terre di San Zeno

Scritto da: Daniele Cavagna In: Abbinamenti enoletterari Su: sabato, febbraio 18, 2017 Commento: 0 Colpire: 163

Bukowski era un folle con una dote strabiliante nello scrivere della propria follia autodistruttiva. E riteniamo che questa sua dote si manifesti in particolar modo nei racconti.

Bukowski era un folle con una dote strabiliante nello scrivere della propria follia autodistruttiva. E riteniamo che questa sua dote si manifesti in particolar modo nei racconti. Con le sue atmosfere della Los Angeles fumosa, malfamata e malsana, con i suoi personaggi al limite della follia, attaccabrighe e  sfacciatamente falliti questo autore ha saputo distinguersi rispetto a tutta la letteratura a lui contemporanea.

Il pregio di questi racconti è quello di lasciare un retrogusto amaro, alla fine, ma non interamente ed esclusivamente negativo. Bukowski è grande proprio per questo, perché mentre racconta di tragedie umane riesce a scherzare con la vita, a schernirla, quasi a dirle con il sorriso sulle labbra che lei, la vita, può continuare a pestare e a ferire, tanto un uomo, dopo un pò, si abitua anche a prendere legnate.

Confessioni di un codardo – Amarone terre di San Zeno

Il libro è una raccolta di racconti di poche pagine ciascuno, 5 o 6 al massimo, e nell’arco di questi flash al lettore sembra di poter cogliere l’essenza dell’intera vita dei protagonisti.

Queste letture sono accompagnate perfettamente dall’Amarone della Valpolicella della cantina Corteforte, che con la sua struttura potente, con i suoi profumi e i mille retrogusti sembra dialogare proprio con quelle pagine in un rincorrersi di esclamazioni e pensieri sulla vita, sulle donne, sull’alcol. 

Il libro parla di pessimismo, mentre il vino risponde con il gusto positivo del vivere di piccoli piaceri e la partita vibrante tra i due è uno spettacolo che merita di essere assaporato.

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