Storie del bosco antico e Cardinale De Toma

Scritto da: Daniele Cavagna In: Abbinamenti enoletterari Su: sabato, febbraio 18, 2017 Commento: 0 Colpire: 131

Questo abbinamento è uno dei più immediati, dei più diretti. E’ senza dubbio uno di quelli con cui ti consigliamo di avvicinarti agli abbinamenti enoletterari. E semplice, attenzione, non significa banale.

Questo abbinamento è uno dei più immediati, dei più diretti. E’ senza dubbio uno di quelli con cui ti consigliamo di avvicinarti agli abbinamenti enoletterari. E semplice, attenzione, non significa banale.

E’ uno dei più semplici perché sia il libro sia il vino che lo compongono raccontano storie chiare e nitide.

Storie del bosco antico è una raccolta di brevissime fiabe per ragazzi di Mauro Corona. Non farti trarre in inganno da questo: è una lettura leggera e piacevolissima. E allo stesso tempo, come sempre in Corona, c’è un continuo riferimento alle leggi della natura e di un Dio che, in fin dei conti, è egli stesso natura. Sono fiabe molto brevi, una o due paginette ciascuna, che raccontano il motivo per cui gli animali del bosco hanno determinate caratteristiche. Come mai il riccio ha gli aculei? E come mai il merlo maschio ha il becco giallo? Perché si dice “dormire come un ghiro”? E come mai il camoscio ha le corna curve?

Storie del bosco antico e Cardinale De Toma

In queste piccole fiabe è racchiuso un rispetto e un’ammirazione per la natura e per l’artefice del creato, che sia esso chiamato Dio o con qualsiasi altro nome, che suscitano un profondo senso di dolcezza.

Ecco che a questo senso di dolcezza si abbina perfettamente il “Cardinale De Toma”, un vino unico e molto particolare. Alle uve Merlot e Cabernet che compongono la base del vino viene aggiunta una piccola percentuale di uve di moscato di Scanzo. Questa aggiunta caratterizza questo vino sotto ogni punto di vista. Prima nel profumo, che è molto fruttato e in cui prevale appunto la nota caratteristica del moscato. Poi nel gusto che è un perfetto equilibrio tra il corpo, la solidità e la morbidezza delle tre uve utilizzate. In più c’è la barrique, che conferisce note di legno e leggermente speziate.

Questo vino, questa storia di territorio, questi continui racconti che solleticano naso e bocca lasciando un piacevole senso di delicatezza e di armonia vanno di pari passo con i brevi racconti del libro e vi si abbracciano come in una danza lenta e sensuale.

Un sorso, una fiaba, un sorso, una fiaba. Sarà un vero, semplice e impareggiabile piacere, fidati.

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